sabato 24 settembre 2011

La sensualità è un’armonia di difetti




È stata lontana dai set per un po’, ma ora torna in grande stile in “Una sconfinata giovinezza”, lavorando ancora con Pupi Avatui il regista bolognese, che l’aveva già scelta nel suo precedente film “Il papà di Giovanna”…
L’incontro con Pupi, un maestro del cinema, è stato determinante. Ha creduto in me, mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con un genere di cinema e di personaggi di particolare intensità. E poi mi dà gioia che abbia voluto affidarmi, prima con zia Lella, adesso con zia Amabile, i ruoli di due donne che hanno veramente fatto parte della sua famiglia.
Avati dice che lei oggi è un’attrice che ha una grande padronanza della scena, che può scegliere senza timore sceneggiature in cui mostra la sua sensibilità di interprete. Un modo per dire che può finalmente liberarsi della sua immagine sexy?
Mah, a volte mi sembra di avere iniziato solo adesso a recitare! Naturalmente questo non vuol dire dimenticare o rinnegare il passato. Ma sto vivendo ogni giorno, dal mio ritorno sul set, con un rinnovato entusiasmo. Ho lavorato per la televisione in questi ultimi anni, ma sono stata piuttosto defilata per un po’, per dedicarmi completamente a mio figlio Edoardo, che ha 20 anni. È stato anche per lui che sono tornata a lavorare, mi ha esortato a riprendere la mia vita d’attrice.
Suo figlio è affascinato dal mondo del cinema?
Per ora pensa a studiare, e questo mi rende molto felice. Si è iscritto all’Università, a Scienze della Comunicazione.
Non solo fiction e cinema per lei. Ha dato sfogo anche alla sua vena di scrittrice con il romanzo “L’amante del federale”, pubblicato nel 2006.
Sì, una storia che ho tenuta due anni nel cassetto, ispirata dai racconti di Maupassant, e da un’immagine: una donna sola davanti a una vecchia stazione. Scrivo fin da bambina, ma a darmi il coraggio di proporre i miei racconti è stata una frase di Luis Sepúlveda, “Chi osa, vola”.
Lei è una che osa?
Sia sul set sia da scrittrice racconto grandi passioni, la vita affrontata in prima persona, come ho sempre fatto io, correndo anche i miei rischi.
E, a proposito di rischi: tornando al film di Avati, non ha avuto paura di mostrarsi invecchiata, senza trucco, e ben lontana dall’immagine della irresistibile maggiorata dei suoi passati lungometraggi?
Beh, paura no... certo, non è facilissimo per una donna rinunciare al make up, mostrare i capelli bianchi e le rughe. Ma mi sono totalmente affidata al regista, e non ho avuto perplessità su come potessi apparire. Mi sono innamorata del mio personaggio, una donna semplice, di campagna, caparbia, pronta ad accogliere e crescere al meglio il nipote, garantendogli istruzione e opportunità. In fondo, già quando ero più giovane il cinema mi ha offerto spesso ruoli di donna matura. Ora che lo sono diventata sul serio, è anche normale accettarli, no?
È considerata un’icona dell’erotismo nel cinema italiano. Cosa significa per lei essere sexy?
Mah, non sono sicura che valga ancora quella definizione… Per me la sensualità sta spesso in una curiosa armonia di difetti. Almeno è quello che penso di me.
Difficile che i suoi estimatori l’abbiano vista come una donna piena di difetti…
Ma è così che mi sono sempre giudicata! Essere sexy è una questione di portamento, di fascino… non serve un fisico perfetto. Certo, mi ha fatto molto piacere in passato sentirmi dire che ero una delle attrici più belle del cinema italiano. Oggi, però, vorrei che dicessero che sono una delle più brave…
Le scelte migliori le prende d’impulso o è una persona riflessiva?
D’impulso. E di solito non mi pento. Anche se nella mia giovinezza ho fatto tanti errori a causa del mio essere troppo istintiva.
Allora un po’ si rammarica del suo temperamento…
Beh, diciamo che se fossi stata più giudiziosa e meno passionale, oggi avrei molto di più di quello che ho. Ma vuole la verità? Non m’interessa. Sto bene così.
Ha detto che i suoi coetanei sono noiosi. È proprio così?
Sì! Gli uomini belli, “gagliardi” e interessanti sono stati tutti conquistati… E quelli liberi sono noiosi, appunto. Sarà per questo che nessuna se li prende?
Forse è proprio così! Cosa avrebbe fatto nella vita se non avesse scelto di diventare attrice?

Mi interessava solo essere mamma… Mi sarebbe piaciuto avere tanti figli, una famiglia numerosa. Ho dato vita spesso a delle madri sullo schermo, ed è proprio questo il ruolo che ho sempre sentito più mio.


Teresa Mancini 24.9.2011

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